perchè voto PD


domenica, 13 aprile 2008

In realtà non è stata una scelta facile. Quando il Partito Democratico è nato, grande smorfia di dolore. Il mio annuncio immediato: non voterò mai questa rinnovata DC. Ho riflettuto e osservato per molto tempo, leggendo i giornali, ascoltando i comizi - non guardando la tv, ovviamente.
Quello che ho visto è stato sorprendente. Il PD è riuscito, in brevissimo tempo, a dirompere nel mercato politico e, finalmente, dettare l'agenda. Divertente vedere Berlusconi rincorrere i comunisti sul partito unico, le pensioni, i condannati, la mafia: divertente e ridicolo, perchè comunque un surrogato di scelte dettate da un altro leader.
Parliamoci chiaro, il PD non è il massimo possibile, da molti punti di vista. E' però sicuramente il miglior compromesso tra la scelta di non astenersi (che senso ha farlo: le elezioni sono comunque valide), il bisogno di evitare il ritorno della destra peggiore d'europa, la ricerca di una speranza di contenuto.

Oggi sono convinto che sia la migliore tra le alternative possibili.  Ecco i propulsori che mi hanno spinto alla decisione di tracciare la croce sulla scritta "Veltroni premier".

Legalità. Finalmente un gruppo politico che si schiera in maniera evidente contro la Mafia, vero cancro del Sud.  Mentre dall'altra parte si sente che il mafioso Mangano - con tre ergastoli per associazione mafiosa - è un eroe della patria, che l'Antimafia è un "brand" pubblicitario. E si legge che la procura di Reggio Calabria ha aperto un fascicolo su Dell'Utri per una compravendita di 50mila voti in Calabria dai boss della Locride.
Precari. Si è rotto un tabù, quello del compenso minimo legale. sembrava impossibile che la flessibilità povesse avere un minimo di welfare state. Facile la risoluzione del problema per la destra: sposare tutti un miliardario, possibilmente rampollo della famiglia Berlusconi.
Ricambio e moralità. Un grande ricambio generazionale all'interno del partito democratico: aumenta il numero dei giovani, una 26enne capolista nel lazio, candidature lontane dal mondo della politica e vicine alla società civile. Repulisti della maggior parte dei baroni della prima repubblica, De Mita compreso. Condannati in via definitiva fuori dalle liste. Il Pdl ha deciso che non voleva condannati, tranne quelli che non avessero "subito processi politici". Quali sono i processi politici? Tutti.
Pragmaticità. Un programma che finalmente non viene urlato nè imposto. Il tentativo di proporre delle soluzioni, piuttosto che contestare con dati falsi le tesi altrui. Lo sforzo di presentare il proprio "fare", mentre il premier del Popolo delle Libertà continua come un pappagallo a demonizzare i maledetti comunisti.
Laicizzazione. Noto con piacere che il partito si sia allontanato dalle posizioni eccessivamente neocentriste che stava assumendo al momento della sua fondazione. L'ingresso dei radicali e la prossima integrazione con l'Italia dei Valori di Di Pietro favorirà la secolarizzazione del sistema teodem, che già è stato emarginato alla camera senza speranza di contare più in maniera determinante.
Capacità. del leader. Veltroni è un vero manager della politica, grandemente capace di mediare tra diverse soluzioni ed agire al fine di risolvere i problemi. Ottimo esempio l'amministrazione di Roma, la polemica e le trattative con i taxisti, la conduzione di una campagna elettorale innovativa e convincente. Mi piacerebbe molto come premier.

(se pò fa? e famolo...)


Partorito da TheSpiceboy alle ore: 03:11 | commenti (3) | link


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