un solo secondo


sabato, 31 dicembre 2005

Secondo il vissuto comune, un solo secondo nell'anno cambia la percezione della realtà.

Un anno. Sta per finire un anno.
Ma io vedo solo soluzione di continuità.


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cannibalismo


sabato, 31 dicembre 2005

Stasera sono uscito con Agnese, siamo andati a conoscere il nuovo ragazzo di Manuela.
Tipa strana, lei. Negli ultimi dieci anni - e la Manu ha la mia età - non ha avuto un solo giorno da single. Prima fidanzata con il mio compagno di banco, per due anni, che ha lasciato per Mario, un gran sorco che l'ha servita & riverita come una principessa thailandese. Mario mollato per Andrea, dopo due anni; Andrea mollato - in questi giorni -  per un torinese, dopo due anni.
Il cosiddetto amore a scadenza. Abile e furba, conserva l'amicizia con i suoi ex e tiene in pista il potenziale sostituto di turno, così che alla conclusione di ogni storia...zac! tempismo perfetto: fidanzato pronto all'uso. 
Dunque, se il Novecento ha avuto poche decine di giorni di pace, la vita di tal Manuela non ha avuto neanche un misero giorno di singleaggine.

E' insopportabile nella sua fredda condiscendenza. La osservo mentre parla, i canini bianchi in vista, pronta ad azzannare la preda. Gli occhi blu, glaciali ma plumbei, privi di vita e di profondità. Il corpo magro ma forte, le mani ferme e la postura controllata. Il rumore del locale mi picchia nelle tempie, la musica stordisce, voci distanti. Distanti. Le persone davanti a me parlano ed è come se recitassero in playback. Il doppiatore sono io. Nel mio film dicono solo cattiverie e parolacce, ma sorridono di gusto. I canini in vista, come tanti cannibali. Cannibali di emozioni.


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giovedì, 29 dicembre 2005

Mi sento poco interessante. Come blogger, come professionista, come figlio, come fratello, come amico, come uomo. Dormo dodici ore al giorno e il resto del tempo lo passo fissando sul nuovo portatile i dati utili, la musica, i video. Sono poco interessante.


Mi compiaccio della mia inerzia. La assaporo al mio risveglio pomeridiano, la gusto sul veloce imbrunire, la digerisco nei soliloqui della sera, ne ho fame nel vacuo frastuono della notte. Adesso inizio a capire. Il tic-tac dell'orologio mi da ai nervi. Non provo più niente.


Non sento nulla. Pochi stimoli cercano di scuotermi, ma resto immobile.


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regalie


mercoledì, 28 dicembre 2005

Mi sembra cosa assodata che la gente non sappia cosa regalarmi per Natale. Tra un dopobarba Denim (?? ma io in questo periodo non posso sbarbarmi!) e un porta-affari da ufficio (cosa più inutile no?), solo mia madre ha azzeccato il maglione arancione che desideravo. Ah, e Ros con "wannabe: how the spice girls reinvented pop fame", la definitiva e celebrativa biografia delle divine Fab5. Anche i nonni centrano il bersaglio, ma è troppo facile...cash.

 Poi Babbo Natale mi regala il crack del mio Toshi portatile. Il mitico hard disk “Spice”, che aveva sopportato con pazienza per tre anni...
- una tesi e mezza
- centinaia di video (porno e non)
- trentacinque esami
- migliaia di foto (porno e non)
- centinaia di bloggate e di photoshoppate,
rivela al mondo le sue clamorose falle e si pianta. Definitivamente. Fortunatamente avevo appena finito il backup.

Adesso Toshi nuovo, widescreen e wireless. Con il piccolo problema che adesso il mio blog ci naviga su sto schermo 1200x800. E tutto sembra così piccolo e maneggevole. Ma è un’altra illusione natalizia.


Partorito da OverTheRainbow alle ore: 16:23 | commenti (3) | link


giving you everything


domenica, 25 dicembre 2005

Alla fine ho speso alcuni miliardi di euro in regali. E non me ne sono pentito, anzi. Ho passato il pomeriggio con la mia musica preferita sparata nello stereo della macchina e il posto del passeggero colmo di buste e pacchi, piccoli o grandi presenti che donerò a  persone con cui mi piacerebbe, ancora, condividere un pò di strada assieme.

Torno a casa ed impacchetto. Al buio, mi faccio cullare da note che provengono dall'altro angolo della casa. Sono armonie conosciute, sussurri familiari, versi di tempi lontani eppure così allineati al presente. Scrivo qualche sms. Una risposta, e il mio cuore esplode. E' Natale.

In serata faccio un altro regalo, è autocentrato ed egoico. Questo blog. Spero che la persona a cui l'ho regalato gradisca e capisca. Questo natale ho bisogno di me. Di riscoprirmi. Di assaporare la mia individualità, anche accettando la mia sofferenza, forse anche gustandola e amandola. Anche pensandoci: non voglio non pensare. Il suo ricordo mi fa male, ma ne ho bisogno per crescere.


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happy xmas.


giovedì, 22 dicembre 2005

ho mille cose da scrivere. ma neanche una.
semplicemente ho il cuore in putrefazione.

Anche tu sei collina
e sentiero di sassi
e gioco nei canneti,
e conosci la vigna
che di notte tace.
Tu non dici parole.

C'è una terra che tace
e non è terra tua.
C'è un silenzio che dura
sulle piante e sui colli.
Ci son acque e campagne.
Sei un chiuso silenzio
che non cede, sei labbra
e occhi bui. Sei la vigna.

È una terra che attende
e non dice parola.
Sono passati giorni
sotto cieli ardenti.
Tu hai giocato alle nubi.
È una terra cattiva
la tua fronte lo sa.
Anche questo è la vigna.

Ritroverai le nubi
e il canneto, e le voci
come un'ombra di luna.

Ritroverai parole
oltre la vita breve
e notturna dei giochi,
oltre l'infanzia accesa.
Sarà dolce tacere.
Sei la terra e la vigna.
Un acceso silenzio
brucerà la campagna
come i falò la sera.

                             (C. Pavese)


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veleno per topi


domenica, 18 dicembre 2005

L'attitudine al masochismo, per gli esseri umani e non, è cosa risaputa. Il gatto insegue il topo, ma solo perchè quest ultimo desidera essere inseguito. D'altro canto, il topo scappa, interpretando appieno il proprio ruolo ed escogitando trappole e trucchi per non cadere nelle grinfie del gatto. E si rivela un circolo senza uscita, dove gli attori della commedia conoscono rispettivamente il copione dell'altro e lo mandano in scena senza azzardare una minima improvvisazione.
In questo gioco delle parti, so con certezza che non ci sarà un neanche invisibile scostamento dai valori attesi nè dalla traccia stabilita. Sembra un periodo in cui ciò che è chiuso è destinato a rimanerlo, e tutto ciò che potrebbe aprirsi è destinato a non farlo.

Sono un grandissimo idiota, ma come mi salta in mente? Pensa, ragiona e rifletti. Prima che si chiudano le porte della metro.


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ghiaccio


sabato, 17 dicembre 2005

Ho viaggiato per tre lunghi giorni senza sosta. A partire dall'esame di mercoledì, per poi affrontare altre aule per Automotive e altre analisi statistiche per Banca Popolare di Bari, passando per tutoraggio tesi e preparazione del secondo esame di giovedì. Poi uscite e alcol. Sonno e mal di testa.
Poi le paranoie.


Oggi giornata passata in ufficio. Niente giacca nè cravatta, niente clienti, niente falsi sorrisi, niente costruita affabilità, niente. Lavoro alessandrino, a tratti noioso, stancante e alienante per l'implementazione di un sistema di valutazione del personale. Poi Manuela 'The Boss', finita l'estenuante giornata, mi accompagna nella stanza dell'office manager, con la scusa di dovermi far vedere i biglietti che abbiamo prenotato per Milano.
"anto, che hai?"
In pochi secondi tutte le maschere crollano. I suoi occhi, il tono della voce, la tenera gracilità mi spiazzano. Non voglio parlare, so che sarei patetico. La voce rotta, balbetto. Trattengo. Respiro. Lacrime che scappano, fuggendo verso la terra. Vorrei rincorrerle, nascondermi. Avvampo. Fuoco e dolore si uniscono in una danza senza musica, dove il ritmo sono i miei singhiozzi.
Le mie certezze crollano, e quando non avrebbero dovuto. Dovevo resistere qualche altro minuto, e invece il pack si è rotto lasciando scoperto un gelido oceano polare.


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news.


giovedì, 15 dicembre 2005
speculazioni

Chiudere una storia è come subire la morte di un caro. Il sistema cognitivo deve utilizzare tutte le risorse disponibili per creare delle scorciatoie di salvataggio, attivando nel contempo un meccanismo di elaborazione del lutto. Una sorta di percorso. Per tornare a vivere.
Will I ever get my head around?

L'elaborazione del lutto è un processo  lungo e articolato, che si svolge a ondate per mezzo delle quali ci avviciniamo e ci allontaniamo dalla percezione diretta del dolore mentale depressivo. Perché il processo si compia, abbiamo bisogno di molto tempo.
[...]
Il p
rocesso di elaborazione del lutto conduce, piano piano, nel tempo, un po' "per crisi" e un po' "per lisi", a una progressiva piena consapevolezza emotivocognitiva della perdita subìta (non di meno, ma neppure di più); ad una sua accettazione profonda (cioè maturata attraverso l'integrazione di ogni aspetto di sé implicato nella perdita); ad una stabile ristrutturazione emotivocognitiva della percezione di Sé che tenga pienamente conto della perdita; a un riconoscimento schietto, senza infingimenti, del dolore che si sta vivendo, della sua sensatezza e "legittimità", per così dire; e a un ritornare ad accogliere, a stimare e a volere bene al se stesso sofferente che ci si ritrova ad essere. Quando le cose vanno bene, piano piano, nel tempo, con movimenti di avanti e indietro, con subitanei squarci di dolore e lente rimarginazioni di ferite, il processo condurrà a collocare mentalmente nel passato ciò che nella realtà è passato: a lasciarlo, in definitiva. E questo comporta, nel mondo interno, grandi trasformazioni delle immagini mentali sia di sé sia della cosa perduta, la quale potrà venir conservata soltanto in quanto sarà trasformata in ricordo. E così pure il legame che connetteva sé alla cosa perduta verrà ad essere, poco alla volta, trasformato: da attaccamento lacerato, a "rimembranza" dell'attaccamento, attraverso i percorsi che conducono a mettere insieme ciò che è stato smembrato. (www.sicap.it)

Dal rifiuto ("non ci credo"), alla rassegnazione, all'accettazione del dolore, alla consapevolezza.
E' dura.


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mercoledì, 14 dicembre 2005

 

 

silenzio e lacrime.

 

 


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Paginazione

Chi siamo

Centomila e più. Un parlamento vero e proprio, eletto a suffragio universale, partorito da una costituzione ancestrale. Un governo instabile ed eterogeneo, una maggioranza repressiva, un'opposizione feroce, un garante della democrazia mentale e authority delle emozioni e dei sogni. Sindacati pronti a scendere in piazza per il costo della vita in continuo aumento, associazioni dei consumatori attente agli assalti delle corporazioni non più amiche, gruppi di auto-aiuto per scrittori malinconici e poco efficaci cliniche per fratture cardiache.

I nostri capisaldi

follia spicegirls abitudine nutella dialettica internet musica umberto eco curiosità rispetto beethoven psicologia fun elisa osservazione trash tenacia disordine intuizione trans malinconia autoironia amici msn feticismo tecnologico inglese

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Vogliamo

Camminare senza fermarsi, vivere con il cuore. Raccontare, non dimenticare, fotografare gli istanti. Spaziare dalla radice alla punta, nel corpo e nell'anima, in compressione ed espansione. Sentire ed esprimere. Essere autoreferenziali e similari, ma incostanti e diversi. Saper vomitare nel luogo opportuno. Attivare il cervello quando serve, spegnerlo quando è ora di silenzio, mentalizzare la pace. Inseguire una luce, guardare l'ombra, porsi sullo zenith e cantare a squarciagola. Quando anche il nulla si deposita sugli occhi.

Dicono di noi

Giovanna: "sei multifunzionale"
Lorenzo: "sei molto filosofo"
Mamma: "sei pazzo"
Vincenzo: "la psicologia ti ha rovinato"
Dimo: "sei troppo miope"
Maria Teresa: "hai tanto amore che si sente a distanza"
Filomena:"è un piccolo genio"
Michele: "sei stronzo"
Nonna: "tirava calci alle cabine telefoniche"
Xanax: "sei meglio di un trip"
Papà: "quanto mi costi.."
Oculista: "sei daltonico"
Massimo: "sembri uscito da un cartone animato"
Mariasole: "sei troppo svampito"
Gioele: "hai la faccia da delinquente"
Wallace: "sei uno spot contro la banalità"
Lauretta: "sei teneramente acido"
Manuela: "sei un artistoide"
Sara: "sei un tipo buffo tu"
B.: "quanto sei dolce ciccio"
DieLo: "sei snob"
Nicola: "sei presuntuoso"
Fraus: "i tuoi occhi mi hanno ipnotizzato"
Agnese: "quando cammina ballonzola"
Paolo: "devo farti un corso di public relations"
Consulenti: "è un privilegiato"
Katiuska: "hai un bel culetto"
Alessandra: "il tuo non verbale è più esplicito del verbale"
Supreme: "odioso"
Valerio: "hai una doppia personalità interessante"
Silvano: "sei molto più friendly ultimamente"
Absolute: "la delicatezza di uno schiacciasassi"
Geremia: "mi tratti male"

Andrea: "monoespressivo e pluricapelluto"
Marek: "troppo serio"
Cricri: "ammazza quante ne sai"

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