questa pazza, pazza America


domenica, 27 novembre 2005

Che gli statunitensi fossero un pò folli era cosa risaputa. Che facessero strani festini, anche.
Ma vederli all'opera è una gioia per gli occhi. Qualche sera fa io e B. ci siamo recati, col fido amico Silvio, in un losco seminterrato nei pressi di Piazza Navona. Ad aspettarci, Timmy e una squinternata banda di ameringhi in pieno stile Drive In. Fasce ai capelli, catenoni e rosari appesi al collo, improbabili body pastello e jeans stretti al culo.
Un fantastico delirio anni 80.

Inutile a dirlo, io e B. eravamo veri pesci fuor d'acqua. Certo, tante risate tra la negra del ghetto, la troietta che ci voleva convertire, la protagonista di Flashdance e il superfrocione rosa e madonnaro. Come possono dimostrare i seguenti video: 1 & 2.
Mi sono divertito. Era come osservare un vorticoso acquario, in silenzio e sacra contemplazione.
Certamente un pò di smarrimento e inquietudine:
eccoci.


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gli Svedesi amano le Spice Girls


domenica, 20 novembre 2005

10 singoli al numero 1 in Uk. Prima popband inglese a sfondare negli Stati Uniti dopo i Beatles. 40 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, numero uno in 31 paesi, libri ufficiali tradotti in 27 lingue, 7 guinness dei primati, decine di prodotti sponsorizzati, centinaia di milioni di sterline guadagnati nel giro di pochi anni.  Le Spice Girls, fenomeno simbolo degli anni 90.
MelB, ve la ricordate? La scary spice tutta fuoco e piercing, ragazza povera di Leeds sollevata agli onori dello showbiz, esplicita, carica ed esuberante. Eggià.
Victoria, ve la ricordate? La vice regina del regno unito, snob e classy, sposata al calciatore più bello e amato, ricchissima e chiacchieratissima, sempre al centro delle cronache rosa. Eggià.
Che fine hanno fatto? L'ho scoperto ieri all'Ikea, con mia inquietata sorpresa. Eccole.


Un tappeto e una confezione di gallette.


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perso nella tua semplicità, nel ricordo di una notte.


venerdì, 18 novembre 2005

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

[p.neruda]


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state of the art


mercoledì, 16 novembre 2005

tanto stanco. e certe volte penso di non aver nulla da raccontare. Il problema, poi, è quando non ho nulla da raccontarmi. Osservo e parlo, ma la voce ferma mi fa percepire una strana sicurezza nei miei pensieri, non voluta, non accolta, non maturata. Inizio a recepire responsabilità serie sul posto di lavoro, gratificazioni che fioccano, efficacia che sgorga dal nulla. Eppure, sento un tappo. Come se volessi esplodere, come se volessi andare domani sulla luna, come se volessi scoprire in una mezza giornata lavorativa la cura per il cancro, l'AIDS e il deja vu. Come se volessi scoprire in una mezza giornata lavorativa la cura per il cancro, l'AIDS e il deja vu. Il deja vu. Il deja vu.

Quando mi sento stupido sto meglio; lo sfogo è il mio pane, l'eccitazione il mio companatico. Hectic days, furiosi ardori.
Ho scoperto che posso guadagnare in poco tempo, e non facendo marchette. Analisi dei dati. Ho scoperto, anche se in realtà l'ho sempre nascostamente saputo, che c'è una larghissima fetta di laureandi che non è in grado di usare la statistica per la propria tesi sperimentale. Cosa che io so fare, e ottimamente. Così, guadagno qualche centone in 9 ore di lavoro, quasi divertendomi. facendo i calcoli, in sette giorni arraffo quanto a Studio Staff recepisco in un mese. Un bel passo.

Tuttavia non imparo niente, cosa che viceversa accade a Studio.
Dannato expertise, maledetto know-how.
E quindi.

ma, come dice il Berlu, gli italiani sono ricchi: comprano migliaia di lavatrici e lavastoviglie.


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suspiria


lunedì, 14 novembre 2005

Folle il pensiero del tuo sussulto,
il fremito si fa violento,
geme la tua bocca socchiusa
di rosa e umido.


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inflict your damage!


domenica, 13 novembre 2005

1. L’opposto di dolce è amaro? o salato? o cos’altro ancora? L’imbarazzo che si prova nel rispondere a questa semplice domanda deriva semplicemente dal fatto che “dolce” è tante cose. Tutte diverse, con tanti contrari. Con un solo denominatore comune: la bontà, la positività dell’esperienza. M. Montanari, Università di Bologna

2. La simbiosi (dal greco: syn = insieme; bios = vita) nei termini più generici è la stretta relazione fra oggetti, azioni o persone diverse, per trarne un beneficio reciproco. Il termine fu coniato da Heinrich Anton de Bary nel 1879 per qualificare la natura dei licheni, ch'egli dimostrò essere un'associazione fra un'alga e un fungo. Oscar Hertwig l'adottò poi per indicare associazioni simili tra due organismi di diversa specie. Come hanno rilevato studi paleontologici, l'esistenza di casi di simbiosi simili a quelli attuali risale a periodi storici ben precedenti la comparsa dell'uomo. Wikipedia


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materiali didattici e figures of shit.


sabato, 12 novembre 2005

"ma sei nel triangolo delle bermuda?
ho visto che non scrivi più sul blog."
  Federico, Homosexandthecity, 2005

"Certe volte sono talmente stanca che credo che non potrò mai più alzarmi dal letto; ma il supporto delle ragazze mi aiuta sempre ad andare avanti" Victoria Beckham, Spice Girls, 1998

Carriera di consulente a parte, vivere è piuttosto impegnativo. Devi pensare ai turni delle pulizie, alla avances del tuo nuovo - e inguardabile - coinquilino, a portare a spasso sull'Appia la tua cara amica calabrese, a caricare una lavatrice dietro l'altra controllando che nessuno abbia rubato detersivo dal tuo fustone Ava, a controllare costantemente che la porta della tua camera non abbia nemmeno un piccolo spiraglio aperto, pena la possibilità che il suddetto coinquilino si intrufoli in camera mentre ti stai cambiando le mutande. Uno stress, insomma.
In più lunedì mattina ho un corso di formazione per Automotive, società cliente di Studio Staff, contesto in cui - tra l'altro - sto raccogliendo dati per la tesi. Il corso, che si terrà alla Regus, è progettato e organizzato dal team della formazione (Io e la mia Capa).
Inoltre, da bravo tutor, mi devo occupare degli aspetti concreti/gestionali: dall'organizzazione logistica alla preparazione dei materiali didattici. A sto giro però sarà una bella figura di merda.

Il materiale consiste in una scatola (A), foderata in giallo e rosso (B) con ai lati il logo di Automotive (C) e con l'interno ripieno di post-it frecciosi, banneroni con le strategie e giocattolini formativi di vario genere (D).

Mi ci immagino sulla metro B, alle 8 del mattino. Gulp.


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piccoli traguardi


giovedì, 10 novembre 2005

Oggi sono stato in IRICAV, società ingegneristica che si occupa delle linee dell'Alta Velocità Roma-Milano, per incontrare un cliente che si occuperà  dell'erogazione di un corso tecnico per alcuni operatori di RFI, la società di infrastrutture del gruppo FS. Da bravo consulente, giaccato e incravattato e, direi, quasi mummificato, mi sono recato all'ottavo piano del mastodontico edificio zeppo di uffici vuoti o utilizzati come deposito cartacce mai smaltite per incontrare l'ing. Bronzy (pseudonomizzo per correttezza), che simpaticamente
inizia ad imbruttirmi
interrompe i miei discorsi
mi tratta con fare sospettoso

Aiuto!

Dunque decido che non mi farò sottomettere. Non da un ingegnere. Rimbocco le maniche e mi dedico al noioso ascolto delle lunghe e confuse filippiche dedicate ora ad Italferr, ora ad altre consorziate Saturno, ora al Ministero dei Trasporti. Lentamente, sposto il discorso sul corso di formazione, accettando la sua visione minimale e dozzinale dell'esistenza ma contribuendo ai suoi vaghi orientamenti con il mio fare deferente, fermo e competente. I risultati arrivano. Dopo mezz'ora di discussione e progettazione Bronzy finalmente si sbottona:
questi cd li do a lei, glieli affido ad occhi chiusi
lei ha qualche consiglio da darmi?

Segretamente sorrido soddisfatto. Orgoglioso del potere concessomi, decido comunque di non sfruttarlo, preferendo ad un approccio direttivo ("ciò che lei deve fare è questo") un approccio più consulenziale ("quali sono gli obiettivi da raggiungere?"). Sono riuscito ad ottenere quella che il nostro Direttore Generale chiama leadership sul cliente. E da solo.
 Oggi ho toccato con mano la mia crescita.


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comments


martedì, 08 novembre 2005

Spiceboy: perché mi leggi sempre e non mi commenti mai?
Formatore: e che cazzo ti commento a fare? Il tuo non è un blog da commentare.

Già, blog da commentare. Ma che significa? Questo spazio è, da sempre, stato riservato ad una parte di me più nascosta, meno vigile, forse un po’ segreta. Chi mi legge sa che è impossibile comprendere ciò che scrivo, poiché non ha soluzione di continuità. E’ piuttosto la trasfigurazione dell’impotenza, l’epifania di frammenti di esistenza che non possono - e non devono - avere logicità formale, la coerenza della discontinuità, il fulgore dell’incertezza. Non ho mai concepito lo scrivere qui come il bignami del romanzo della mia vita; non ho neanche cercato di costruirmi un bel vestito grafico per fare un monaco più presentabile.
E i commenti? Sono forse, banalmente,  l’interazione? Forse il bisogno di disconferma, la catarsi del mal comune, la necessità di sentirsi parte di? Ma devo dare ragione al mio amico formatore: se fossi un mio lettore, non saprei veramente cosa commentare
.


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thanatos vs eros


lunedì, 07 novembre 2005

In Via dei Laterani, cammino veloce. Ho freddo, l'aria è umida ed è già tardi: domani dovrò alzarmi presto. Scrivo un sms, premo invio e metto il telefono in tasca. Ricevo uno squillo. Mi viene incontro un signore, cappotto pesante e passo svelto. Ha un ombrello in mano, con una punta di legno. Fa come per aprirlo, ma con uno scatto mi trafigge lo stomaco. Vomito sangue, accasciandomi per terra. Non ci sono testimoni.
rewind
In Via dei Laterani, cammino veloce. Ho freddo, l'aria è umida ed è già tardi: domani dovrò alzarmi presto. Scrivo un sms, premo invio e metto il telefono in tasca. Ricevo uno squillo. Mi viene incontro un signore, cappotto pesante e passo svelto. Ha un ombrello in mano, con una punta di legno. Fa come per aprilo, ma poi rinuncia. Non piove molto. Si volta a guardarmi, ed io tiro dritto provando un'insensata repulsione. Proseguo. I cassonetti vicino la Sma sono pieni di frattaglie, l'odore è pungente e non lo sopporto. Penso che dovrebbero essere lontano da me, ed effettivamente si spostano con una velocità impressionante verso il centro della strada. Mi giro soddisfatto, quando scopro che il loro tragitto ha incrociato quello di un tir che frena, ma senza risultati. Si schianta contro un albero. Il conducente muore sul colpo. La coda del tir mi macella contro le porte scorrevoli del supermercato.
rewind
In Via dei Laterani, cammino veloce. Ho freddo, l'aria è umida ed è già tardi: domani dovrò alzarmi presto. Scrivo un sms, premo invio e metto il telefono in tasca. Ricevo uno squillo. Mi viene incontro un signore, cappotto pesante e passo svelto. Ha un ombrello in mano, con una punta di legno. Fa come per aprilo, ma poi rinuncia. Non piove molto. Si volta a guardarmi, ed io tiro dritto provando un'insensata repulsione. Proseguo. I cassonetti vicino la Sma sono pieni di frattaglie, l'odore è pungente e non lo sopporto. Penso che dovrebbero essere lontano da me, quindi affretto il passo. Voglio tornare a casa e sognare. Presto. Perchè anche stanotte il suo sorriso è sulla mia pelle.


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Paginazione

Chi siamo

Centomila e più. Un parlamento vero e proprio, eletto a suffragio universale, partorito da una costituzione ancestrale. Un governo instabile ed eterogeneo, una maggioranza repressiva, un'opposizione feroce, un garante della democrazia mentale e authority delle emozioni e dei sogni. Sindacati pronti a scendere in piazza per il costo della vita in continuo aumento, associazioni dei consumatori attente agli assalti delle corporazioni non più amiche, gruppi di auto-aiuto per scrittori malinconici e poco efficaci cliniche per fratture cardiache.

I nostri capisaldi

follia spicegirls abitudine nutella dialettica internet musica umberto eco curiosità rispetto beethoven psicologia fun elisa osservazione trash tenacia disordine intuizione trans malinconia autoironia amici msn feticismo tecnologico inglese

Il nostro motto

Ospitiamo

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Politically Incorrect:

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spice girls new video: "headlines"

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Osserviamo

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Contro Verso
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Maikol
MaybeCri
Nadir
One True Love
Pode
Psiko
Radion
Rickworld
Sakai
Seventh Wave
Spiceflash.com
Tara
TellMeWhy
The Amazing One
The Artist
Un esperto d'arte fiorentino
Un voto gay
Yota

Qualcosa di noi

follia
politics
showbiz
speculazioni
vita passata

Vogliamo

Camminare senza fermarsi, vivere con il cuore. Raccontare, non dimenticare, fotografare gli istanti. Spaziare dalla radice alla punta, nel corpo e nell'anima, in compressione ed espansione. Sentire ed esprimere. Essere autoreferenziali e similari, ma incostanti e diversi. Saper vomitare nel luogo opportuno. Attivare il cervello quando serve, spegnerlo quando è ora di silenzio, mentalizzare la pace. Inseguire una luce, guardare l'ombra, porsi sullo zenith e cantare a squarciagola. Quando anche il nulla si deposita sugli occhi.

Dicono di noi

Giovanna: "sei multifunzionale"
Lorenzo: "sei molto filosofo"
Mamma: "sei pazzo"
Vincenzo: "la psicologia ti ha rovinato"
Dimo: "sei troppo miope"
Maria Teresa: "hai tanto amore che si sente a distanza"
Filomena:"è un piccolo genio"
Michele: "sei stronzo"
Nonna: "tirava calci alle cabine telefoniche"
Xanax: "sei meglio di un trip"
Papà: "quanto mi costi.."
Oculista: "sei daltonico"
Massimo: "sembri uscito da un cartone animato"
Mariasole: "sei troppo svampito"
Gioele: "hai la faccia da delinquente"
Wallace: "sei uno spot contro la banalità"
Lauretta: "sei teneramente acido"
Manuela: "sei un artistoide"
Sara: "sei un tipo buffo tu"
B.: "quanto sei dolce ciccio"
DieLo: "sei snob"
Nicola: "sei presuntuoso"
Fraus: "i tuoi occhi mi hanno ipnotizzato"
Agnese: "quando cammina ballonzola"
Paolo: "devo farti un corso di public relations"
Consulenti: "è un privilegiato"
Katiuska: "hai un bel culetto"
Alessandra: "il tuo non verbale è più esplicito del verbale"
Supreme: "odioso"
Valerio: "hai una doppia personalità interessante"
Silvano: "sei molto più friendly ultimamente"
Absolute: "la delicatezza di uno schiacciasassi"
Geremia: "mi tratti male"

Andrea: "monoespressivo e pluricapelluto"
Marek: "troppo serio"
Cricri: "ammazza quante ne sai"

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