venerdì, 30 settembre 2005

Lavorare tanto è senza dubbio un'efficace distrazione. A studio staff è la prima volta che mi capita di fare le nove esercitandomi su cose gustose come la progettazione di un corso di formazione, evitando di pensare a tutto il resto. Funziona, mi soddisfa.
Poi torna il weekend, stavolta carico di altre sensazioni. Che, certamente, si sommano alle precedenti. Man mano che le ansie riguardo il mio stato di salute si ritirano, comincia a riapparire il malcelato substrato emozionale. Fatto di tante B.
In tutto questo i miei coinquilini fanno i simpatici. Mi hanno lasciato in bella evidenza il flyer di un parrucchiere per uomo che ha il negozio vicino casa. Che pezzi di merda.


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venerdì, 30 settembre 2005

Sono indeciso riguardo cosa fare. Mi chiedo se aspettare o andare in cerca di un medico specialistico. Da una parte so che senza prescrizione del medico di base sarebbe impossibile ottenere un consulto in ospedale, dall'altro potrei sempre affidarmi ai miei occhi da triglia che tanto hanno funzionato col farmacista. Che forse però era anche interessato a vendere.
Aspettare vorrebbe dire continuare ad avere qualche tratto di ansia, che va però diradandosi ora dopo ora. Forse è il dedicarmi completamente a qualcosa di coinvolgente e interessante - la progettazione di un corso di formazione per Poste Italiane - forse è una minaccia che sento chiaramente più lontana e che ho iniziato a gestire in maniera più stoica. Già.

Poi ho tolto, temporaneamente, i commenti. Un tempo avrei scritto poche lapidarie incomprensibili parole. Adesso inizio a trattare questo spazio come mi piacerebbe che ogni tanto fosse, ovvero uno specchio di stati d'essere. Desidero esser libero di scrivere di mie preoccupazioni, di mie paranoie, del mio pianto. Anche però dei rinsavimenti e dei sorrisi. Desidero che tutto ciò sia anche capitale per la mia coscienza.

Certo, un blog è pubblico. E l'interazione è una delle regole. Considero questa come una parentesi di riflessioni; posto l'accento sulla possibilità che, da ora in poi, ho di rinascere. Ma voglio prima assicurarmi che sia terreno fertile. Che la placenta che mi protegge non si rompa. Non adesso.


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giovedì, 29 settembre 2005

Strana sensazione di estraneità del mio corpo. Straniamento. E stanchezza, ma dovuta ad altro.
L'unico attore che, in questa grande rappresentazione della follia, abbia recitato una parte degna di nota è il farmacista. L'unico che, tra medici,infermieri e super-esperti, abbia saputo guardarmi negli occhi e prendersi cura di me. Principi attivi circolano nel mio sangue, credo facciano il loro dovere.
Adesso sono più tranquillo, la notte ha portato buone cose e sono fiducioso. Che tutto troverà un senso. Che tutto passa, basta volerlo.
Grazie anche a chi sa di meritare la mia stima.


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mercoledì, 28 settembre 2005

Ieri tutto il giorno in ansia. Al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni l'infermiera algida categorizza il tutto come tumefazione e continua beata a scrivere il suo report di dati sul terminale. La guardo scioccato mentre continuano ad arrivare codici gialli, ed io naturalmente sono un codice bianco senza alcun diritto di prelazione. Guardo le facce intorno a me, sconsolati in attesa da ore, uccisi dall'angoscia. Faccio finta di leggere l'inserto del Corriere mentre il tempo ad ogni secondo si dilata. Nulla. Decido di andare via.
Mio cugino mi accompagna al pronto soccorso dell'Aurelia. Ovviamente la diagnosi della stupida infermiera del San Giovanni è fallace, ma qui la qualità scarseggia. Il medico è un grassone coatto, sembra un macellaio. Visita, incisione, saluto. Neanche mi disinfetta. Mi auto-prescrivo i medicinali facendo la figura dell'iper-ansioso. Mi liquida in due minuti e torna a parlare dei goal della Roma. Torno a casa. Piango perchè i risultati sono minimi.

Oggi stessa ansia. Non so a chi rivolgermi. Poco fa chiamo un amico medico calabrese che, sulla fiducia, mi consiglia un setting di cure. Sono preoccupato, è una cosa da non prendere sotto gamba. Ma assolutamente risolvibile.

Qui mi sento perso. Non sai a chi rivolgerti, i pochi che ti danno retta sono incompetenti, la tua angoscia è agli occhi degli altri stupido piagnisteo e ti senti privato di qualsiasi certezza. Questa è vera solitudine.


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martedì, 27 settembre 2005

ho scoperto di avere un problema di salute. sono preoccupato. Al telefono con mia cugina piangevo.
Il dolore fisico. La malattia. Istintivamente volevo comporre alcuni numeri di telefono, chiedere aiuto a delle persone care. Poi ho lasciato perdere, devo fare da solo. Devo farcela.
Devo. farcela. da solo.


Partorito da OverTheRainbow alle ore: 19:28 | commenti (5) | link


vacuità


martedì, 27 settembre 2005

colmare un vuoto. come se fosse cosa facile.

per la terza volta un post di parecchie righe si cancella. Sempre diverso, sempre specchio del mio umore, pietra di scarto della mia emozionalità. Come le cose che mi circondano, pronte a svanire alla prima fugace percezione che siano bene per me. Solo per un errore, una piccolezza, un piccolo gesto e puff, come se non fosse mai stato. I post o le persone. Basta poco.

Sono giorni dannatamente amari. I tentativi di invertire la marcia sono molti e spesso fallimentari. Ci sto provando, voglio uscire da questo circolo vizioso ma non riesco più a credere che ci sia qualcosa di buono in me. Quando tento di risollevarmi mi comporto come non vorrei, rispondendo male a qualcuno o enfatizzando fastidiosi deliri di superiorità, sputando sentenze o creando imbarazzi. La gente non capisce ed io non desidero che capisca. A loro va bene che io sia semplicemente sclerato. Nessuno vuole andare in profondità.

Poi sono circondato da artefatti. Le cose più stupide mi ricordano lui, accanto al letto ho sempre quella conchiglia giunta dalla Sardegna. Ci teneva tanto che ne avessi cura, lì le conchiglie sono rare. Già, rara. Come l'onestà. Mi dico che devo andare avanti, provo a conoscere nuova gente, passo noiose sessioni di chat a sforzarmi di capire dinamiche semplicemente non comprensibili. Ho voglia di semplicità e sicurezza, quelle cose che avevo da lui e che banalmente erano racchiuse in quel piccolo simbolo. Mi aveva pensato, aveva pensato a me durante quell'immersione. Io, vicino al cuore e ai suoi pensieri. Mai più.


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spiceflash things


lunedì, 26 settembre 2005

Nei momenti di debolezza Spiceflash si rivela essere una vera salvezza.

Spiceflash blog - una nuova piattaforma di news gestita da sei utenti storici di Spiceflash nonchè amici. Un progetto in costruzione e pronto al lancio, nel quale mi sto impegnando a livello organizzativo e gestionale.
Roma minimeet - sabato e domenica prossima ci sarà un'altra piccola ondata di fans a Roma, nell'ottica del divertimento e delle condivisioni emotive. we are family.
Grande (Spiceflash) Fratello - se riuscirò a passare le selezioni sarò dentro la SpiceCasa insieme ad altri nove matti. Per sette settimane. Sulla board del forum, si intende!
Spicin'up Gloss - ieri all'Alibi abbiamo fatto furore, scimmiottando le coreografie di Stop e Holler sul palco con le trans. Funny!

anche se in tutto questo...


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qualcosa vola nella notte


lunedì, 26 settembre 2005

un respiro, un'idea, un silenzio. ad accoglierli il sonno profondo di un ragazzo, i suoi sogni, i suoi nodi, le sue paure. nel buio delle cose una presenza invisibile si avvicina, si poggia accanto ad osservare. solo per provare la gioia di guardarlo riposare, solo per fermare un momento i battiti del proprio cuore e dedicarli a lui. solo un pò di tempo, solo un pò di tempo.

If I could fly I'd come to see you wherever you are
I would lie down beside you while you sleep
and with simplicity
I'd spend a little time, just a little time with you
and with simplicity
I'd listen to your breath, listen to your heart beats
I would be so near, we could push away the fears
I'd come to see all of your tears
I'd come to see all of your smiles
with butterfly eyes.


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il tempo non è infinito, signor Silvio


domenica, 25 settembre 2005

sembra che l'ultimo orientamento strategico della Casa della Libertà sia dedicarsi al lastminute.
La legge elettorale, da cambiare l'ultimo giorno utile della legislatura: con quale proposta poi? Una proporzionale, uno sbarramento al 4, 5, 80%? Oppure una bella leggina all'americana per fare contenti i Finiani? La riforma della costituzione, patto scellerato per deformare un protocollo in vigore da mezzo secolo in nome di una devolution da regalare agli amici del Nord. C'è poi da chiedersi: ma che fine farà la Lega una volta raggiunto il risultato? Chiederà la faccia di Bossi sulla banconota da 50? La finanziaria, costrutto totalmente indefinito a poche decine di giorni dalla sua dovuta presentazione, con un ministro tecnico dimissionario, un coglione politico in preda a nuove crisi di creatività, un governatore della banca centrale sputtanato e rifiutato ma sempre al suo posto. Le primarie del centrodestra, delirio settembrino e carota per qualche alleato scalpitante, totalmente indefinite per criteri e modalità, un'impossibilità organizzativa se già il centrosinistra con fatica riesce a mobilitare il suo popolo per ottobre avendo annunciato la consultazione, con tanto di manifesto programmatico, ad aprile. Che non ci sia dietro una Ruinata: con Casini candidato sarebbe un giochetto per i prelati supportare in massa la destra alle prossime elezioni. E muovere consensi.

Intanto il tempo scorre, la legislatura è in chiusura e nuovi affari chiamano il nostro Superman. 
Schiere di ricchi attendono, golosi, ruberie a nuovi poveri.


Partorito da OverTheRainbow alle ore: 16:34 | commenti (2) | link


silenzio stampa?


domenica, 25 settembre 2005

Secondo lui dovrei essere maggiormente silente su alcuni temi nodali. Specialmente sui recenti disordini sentimentali, nell'idea che anche una banale piattaforma di fancazzeggio (questo blog) possa produrre effetti di qualsivoglia natura.
Permettetemi di non condividere. Non per sottovalutare la potenza mediale della parola scritta, infinitamente grande se elaborata in contesti emozionali di grande complessità. Il dubbio è se essere sè stessi o non esserlo, anche su una finestra pubblica. Non parlare di sensazioni, pensieri e sofferenze sarebbe esautorare dal suo potere descrittivo un'intera parte del mio essere: anche così noiosamente in sessione depressiva. I contenuti sono filtrati, certo. Molti eventi sono specchio di altre cose, una parola vuol dire cento. Ma la censura è una scelta difficile, soprattutto per la mia attitutine autoreferenzial-catartica a comprendere le mie realtà unicamente nel momento in cui le sistematizzo in uno scritto.
.

Intanto ci penso. Un'alternativa come un'altra.
Si può sempre giustificare come scelta editoriale. Le puttanate da dire a sè stessi sono potenzialmente infinite.

Che la notte conduca sogni diversi dalla precedente.


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Vogliamo

Camminare senza fermarsi, vivere con il cuore. Raccontare, non dimenticare, fotografare gli istanti. Spaziare dalla radice alla punta, nel corpo e nell'anima, in compressione ed espansione. Sentire ed esprimere. Essere autoreferenziali e similari, ma incostanti e diversi. Saper vomitare nel luogo opportuno. Attivare il cervello quando serve, spegnerlo quando è ora di silenzio, mentalizzare la pace. Inseguire una luce, guardare l'ombra, porsi sullo zenith e cantare a squarciagola. Quando anche il nulla si deposita sugli occhi.

Dicono di noi

Giovanna: "sei multifunzionale"
Lorenzo: "sei molto filosofo"
Mamma: "sei pazzo"
Vincenzo: "la psicologia ti ha rovinato"
Dimo: "sei troppo miope"
Maria Teresa: "hai tanto amore che si sente a distanza"
Filomena:"è un piccolo genio"
Michele: "sei stronzo"
Nonna: "tirava calci alle cabine telefoniche"
Xanax: "sei meglio di un trip"
Papà: "quanto mi costi.."
Oculista: "sei daltonico"
Massimo: "sembri uscito da un cartone animato"
Mariasole: "sei troppo svampito"
Gioele: "hai la faccia da delinquente"
Wallace: "sei uno spot contro la banalità"
Lauretta: "sei teneramente acido"
Manuela: "sei un artistoide"
Sara: "sei un tipo buffo tu"
B.: "quanto sei dolce ciccio"
DieLo: "sei snob"
Nicola: "sei presuntuoso"
Fraus: "i tuoi occhi mi hanno ipnotizzato"
Agnese: "quando cammina ballonzola"
Paolo: "devo farti un corso di public relations"
Consulenti: "è un privilegiato"
Katiuska: "hai un bel culetto"
Alessandra: "il tuo non verbale è più esplicito del verbale"
Supreme: "odioso"
Valerio: "hai una doppia personalità interessante"
Silvano: "sei molto più friendly ultimamente"
Absolute: "la delicatezza di uno schiacciasassi"
Geremia: "mi tratti male"

Andrea: "monoespressivo e pluricapelluto"
Marek: "troppo serio"
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