come si sta bene quando non c'è Claudio in casa


lunedì, 31 gennaio 2005

 è partito per non so dove. almeno, suppongo. Non lo vedo da giorni. Ipotesi (sono aperto alle vostre):
1. è andato a Casablanca a farsi riattaccare il pisello.
2. è andato a risolvere la questione della voce. ma sì, forse le tonalità alte derivano dalla castrazione.
3. si è annegato nel tevere, del resto...
4. è alle Canarie di nuovo. Ma quando sento ste isole penso allo tsunami, anche se stanno dall'altra parte.
5. è andato a fare le selezioni per Miss Pakistan

Dato di fatto (reitero): si sta bene, in casa. Bene bene. ahhhhhhhhhh.

fine momento acidità. per ora...


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banco di prova


lunedì, 31 gennaio 2005

domani è una giornata importante. Seminario di statistica, che io e altri due colleghi (? collega... che termine formale) dovremo gestire a livello organizzativo e didattico. Circa 32 studenti/tesisti della triennale che si troveranno ad usare, molti per la prima volta, un programma statistico, StatView. Ma è il primo vero palco,
i close my eyes
dove sarà evidente il nostro lavoro. il nostro mese di lavoro, fatto di riunioni di lavoro a casa mia, slides incasinate e animate, ragionamenti contorti, fantasie formative,
i need to make a connection
calcolo della tempistica, paure dell'errore, pan di stelle quali surrogati di pranzo e tanti computer accesi. tanti files, tante idee. E domani convergeranno nel seminario di due ore, dalle 14 alle 16, in aula Z.

Un mese di lavoro = due ore di aula
Le strane equazioni della formazione...


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intrusività cristianeggiante


venerdì, 28 gennaio 2005
politics

 il potere mediatico dei cardinali è ancora oggi spropositato. Apro la radio, c'è una trasmissione sul miracolo della Madonna piangente sangue di Civitavecchia. Apro la tv, si parla del gusto dei carciofi nel minestrone, intervistato un cardinale. Sfoglio un quotidiano, un articolo sull'ultima conquista della Velina-letterina-paperella cita un cardinale. Sono ovunque, peggio del prezzemolo. Conferenze stampa affollatissime, titoloni di prima pagina, aplissimi spazi dell'etere.
Monòpoli, ed è peggio che avere i viola e i verdi insieme. Arraffa che ti arraffo, piglia accipiglia che ti converto l'infedele, te deum miserere ubi caritas. E' come avere tutti i colori e anche la società elettrica, l'acqua potabile, gli imprevisti e le probabilità, persino la tassa di lusso e il via. Niente è incalpestato. Hai un elemento intoccato, illibato, puro? E' innalzato a totem di verità, pur essendo sporco di sangue sacrificale

Quel sangue di cui loro si stanno per macchiare. La vita a tutti i costi, senza ritegno, senza vergogna. Fatelo nascere, tanto al massimo muore. Capra e cavoli,

senza vergogna


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coinquilini


mercoledì, 26 gennaio 2005
vita passata

Mi trasferii nel febbraio del 2004, in pieno periodo tesi. Il casino mentale, organizzativo, emotivo, pratico e teorico più grosso che mi sia capitato finora, pienamente commistionato a sconvolgimenti sentimentali di livello risibile che però al tempo mi apparivano come enormi e insuperabili.
Erano persone tranquille, simpatiche. La casa era ancora in fase start-up, il contratto appena firmato, il mobilio nuovo o quasi (ciò non valeva per la mia camera, che tuttoggi ha un armadione molto in stile anni 60 tutto specchiato), persone che tra di loro non avevano mai interagito. Figata.
Si parlava di festicciole di inaugurazione, cene, frizzi lazzi e tanti eccetera.
Si parlava di tante cose. Si cenava insieme, a volte si cucinava insieme. Ma c'erano sempre punti oscuri, che il mio antipatico spirito d'osservazione non poteva mancare di suggerirmi:
- la bella relazionalità che Andrea amava creare sapeva tanto di plastica (good looking, bad tasting): era come mangiare cellophane. e, maligno, pensavo che fosse dovuta al suo essere toscano...
- gli unici argomenti di conversazione erano sesso, sesso e uhm. sesso.
- mai esistita una profondità dialettica
Sarebbe carino creare un rapporto di amicizia, pensai. Così...

Vi va di uscire?
No, domani si lavora. (1)

Vi va di uscire?
No, domani si lavora (2)

Vi va di uscire?
No.
Ma è sabato! - sorriso -
No, lunedì si lavora. (3)

Che palle! Ma con Mauro, l'altro ragazzo che stava in singola, avevo un buon rapporto. Poi arrivò Claudio, il bancario castrato pakistan-looklike, e Antonio si rinchiuse in camera...
E, come volevasi (v. 20 gen), si finì a stendino e soldi.

fuck


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voglio l'esclusiva


martedì, 25 gennaio 2005

o sbaglio io a concepire i rapporti, o semplicemente sono entrato in un limbo di situazioni che non mi si confanno.
I'm not looking for a part-time.
Diffondere la voce, grazie. Non ho bisogno di persone impegnate, semi-impegnate, in situazioni sentimentali emotivo-emozionali indefinibili, di frequentazioni esplicitate o meno, di ci-vediamo-forse-quando-ho-tempo.
Gimme half your heart.
Ma neppure mi interessa la scopata, neppure mi interessa, no. Neanche trovare per forza l'amore mi interessa, ma quantomeno non cercatemi. Non mi va di stare male, ancora.
Eppure è così che funziona, secondo

LORO


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piccoli fenomeni si eclissano


martedì, 25 gennaio 2005
showbiz

 m'è ripresa una crisi di gratta-gratta solo al pensarci, e l'idea che questa donna possa essere il sogno erotico di qualcuno distrugge le mie notti, già insonni per altri futili motivi. L'avevo dimenticata; e con l'avvento dei saldi siamo in molti ad averla dimenticata. Non mi farebbe più effetto  trovare la leccisona in uno dei programmi del palinsesto a reti unificate, non credo farebbe più ascolto di una qualsiasi Platinette. Anzi.
Pare che il litigio tra Rocco/a del primo glorioso Grande Fratello e Solange abbia fatto abbastanza scalpore, come dire che l'inutilità è sempre alle porte: a casa mia ne hanno parlato per giorni e giorni. Del resto, anche i miei coinquilini hanno un alto grado di inutilità, quindi è come avere una televisione in casa, anzi meglio. Perchè la televisione fa tanto rumore, loro sono meglio di un soprammobile: non sporcano, non escono, non fanno caos (nono...), non vivono. Yeah, una botta di vita.
E la (ex? futura ex?) moglie di Albano diventa la meteora di questo fine gennaio, va via con la velocità con cui è arrivata. Fantastica esaltazione di vacuità, ricordo con tanto affetto  Lady-Golpe, Monica Lewinsky e tutte le altre starlette prodotte dall'etere. Ah, e Lorena Bobbit. Lei sì. Lei è tutti noi. Il marito la voleva inculare e lei gli ha tagliato il pisello, l'ha messo in una busta di plastica (accuratamente richiusa, casomai andasse a male) e l'ha gettato in strada. Ma gliel'hanno riattaccato. Lei sì, lei era una donna vera. Girl Power, direbbero le mie Spice. Ma... La Lecciso che fa la cover trash de "La filanda"... No! Vabbè che Milva è la controfigura attempata della cogliona di cui a destra, ovviamente traslata di qualche decennio, ma preferivo il pene evirato di quell'idiota e lo scandalo vero. Ah, l'America...

Per onor di cronaca, vi lascio con i risultati definitivi del sondaggio che ho tenuto su per oltre un mese:
Ma... La Lecciso?!
bella gnocca!                                     6%
vittima del trash in tv                  11%
Lecciso CHI?                 17%
Furba                         31%
Una scema       34%


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look at your watch now


domenica, 23 gennaio 2005

e si continua con elogi sperticati alla legge antifumo: viva viva evviva. Saverio è qui da ieri mattina, parte domani sera. Siamo da poco tornati dalla disco, e a parte le orecchie che fischiano e rimandano l'eco dei rumori e dei sussurri... non c'è altro. Ma c'è la delusione di qualcosa che si è perso, qualcosa in cui speravo, qualcosa che però avevo capito non potesse andare. Sarebbe stato troppo facile... Le cose facili non sono fatte per me; almeno non these days.

Un giorno una persona in chat mi disse queste parole, le ricordo ancora dopo un mese:
"Non è vero. Il mondo non è complesso. Il mondo è di una semplicità che ti spiazza e ti distrugge, ed ogni uomo è pronto a dimostrarcelo in ogni momento."
E mi sento non in grado di cogliere i segnali di semplicità del mondo, quando le emozioni offuscano la razionalità e la concretezza.

Per rientrare al today... Stasera son stato bene, niente fumo in disco. Almeno, non nei vestiti; non sulla pelle, non sui capelli. No, fumo negli occhi.


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bentornato a casa


giovedì, 20 gennaio 2005

 Antonio arriva felice a casa. E' molto stanco, ma è stata una giornata positiva. La simulazione dei seminari di Febbraio è andata bene, l'esame di Sviluppo organizzativo è andato bene, le relazioni sociali vanno bene. Giornata lunga ma bella, sì. Trallallero lallalaaa siam tre piccoli porcelliiin...

[rivolto ad Andrea, coinquilino1]
Antonio: Ciaaaao!
Andrea: uhm. ciao.
Antonio: come va?
Andrea: tutto bene. Ah, senti volevo ricordarti dei soldi del condominio... [interazione numero uno, fallita]

[rivolto a Claudio, coinquilino2]
Antonio: Ciaaaao!
Claudio: ciao
Antonio: come va?
Claudio: tutto bene. Ah, ho messo la tua roba asciutta sul letto, mi serviva lo stendino... [interazione numero due, fallita]

soldi e stendino. gli unici momenti di contatto con le persone con cui vivo. graziegraziegrazie. Come fare intristire un uomo.


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dizionario


martedì, 18 gennaio 2005

dormire dalle 8 di sera alle 12 del giorno dopo: l'ho provato, sensazione strana... ma infine bella. se potessi dormire per un'intero mese, per un anno, e scoprire come s'è modificato il mondo attorno a me? O scoprire che non si è modificato, che mi ha solo sostituito e dimenticato: che non esiste. Siamo importanti, non indispensabili.
preparare un esame last minute: tipico del mio non-metodo di studio. cazzeggiamento giornaliero, lavoro per obiettivi, studio per scadenze. disordine fisico, disordine mentale. la scrivania piena di pratiche da sbrigare, il cartellino da timbrare, la pausa pranzo, lo stipendio fisso non fanno per me, almeno non ora. Voglio capire come poter raggiungere i miei obiettivi, non come adempiere a qualcosa che è già stato scritto dal destino o dal direttore commerciale.
scrivere sul blog: mi eccita.
prestare libri: devo iniziare a scrivere sui post it cosa presto. Ad esempio, la consulenza di processo di Schein a Dimo. Perchè ne avevo un assoluto bisogno oggi, per l'esame di domani, e ho dovuto fare un bel casotto per recuperarlo (many thanks to Mari). E il tempo non è mai abbastanza. Chiedetemi cose in prestito. Potrete far finta di esservi dimenticate e tenervele, non mi ricorderò mai di chiedervele indietro.
musica: non ne ho al momento. almeno, non in giro. il mio lettore mp3 è difettato, ho ottenuto da mediaworld un buono per prenderne un altro (ciò che voglio non  è ancora stato progettato dalla sony). ma tant'è. vale un anno...


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intervista esclusiva


domenica, 16 gennaio 2005
follia

dopo tante promesse, la nostra redazione è riuscita ad intervistare Spiceboy. E' stato difficile ottenere un permesso dal suo staff, lui di solito non rilascia dichiarazioni pubbliche, lasciando che siano i suoi avvocati a farlo.
Lo incontriamo in una stanza, molto disordinata e piena di post-it attaccati alla porta. Sembra essere il suo nido. Sulla destra un vecchio armadio, stile anni 60, pieno di specchi. C'è un letto matrimoniale, ama le comodità. E' steso sul letto, mangia frutta fresca: sembra Caio Giulio Cesare in vacanza.

redazione: abbiamo saputo che alcune personalità di Rds hanno chiesto di cenare con te. Per quale motivo hai accettato?
Spiceboy: ho sempre ascoltato la radio. alcuni anni fa usavo registrare su nastro i singoli delle spice che lanciavano in anteprima... poi venne l'era di internet.
redazione: a proposito di internet, cosa ne pensi?
Spiceboy: è assolutamente essenziale, al momento. non è difficile trovarmi in chat, celato sotto mentite spoglie...
redazione: e con chi chatti?
Spiceboy: con chiunque lo meriti, alla ricerca di neuroni vivi. Ma è talmente difficile...
redazione: sento un pò d'amarezza nelle tue parole.
Spiceboy: come privare i provi vissuti di amarezza? non c'è niente che possa deludere le tue aspettative, oggi. tutto è costruito su una falsa riga di coerenza; ma risulta sempre un nascondimento di illusioni.
redazione: ti senti quindi pronto per affrontare una storia?
Spiceboy: spero che non succeda, non adesso. anche se sento di averne il bisogno. Ma è un bisogno egoistico, che non porta a niente. Che non costruisce niente. Ricordo che love comes right when you don't wait anymore, e se ciò è vero devo ancora smettere di aspettare. Ho molti progetti di lavoro in corso, spero che vadano nel modo giusto e possa recuperare un pò della soddisfazione persa in questi mesi...
redazione: quindi niente più "pantere", almeno per un pò?
Spiceboy: (ride, si alza dal letto, si stiracchia un pò e mi guarda negli occhi n.d.R.) è stato qualcosa di cui ho avuto veramente paura, se non perchè mi piace far bene ciò che faccio. Ma chiunque può sbagliare, e si impara dagli sbagli. Ho imparato a fuggire dalla pulita perfezione, fatta di plastica: apparentemente bello, lo assaggi e fa schifo. Basta, non ho bisogno di contenitori vuoti. Voglio lavorare su me stesso.
[to be continued...]


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Paginazione

Chi siamo

Centomila e più. Un parlamento vero e proprio, eletto a suffragio universale, partorito da una costituzione ancestrale. Un governo instabile ed eterogeneo, una maggioranza repressiva, un'opposizione feroce, un garante della democrazia mentale e authority delle emozioni e dei sogni. Sindacati pronti a scendere in piazza per il costo della vita in continuo aumento, associazioni dei consumatori attente agli assalti delle corporazioni non più amiche, gruppi di auto-aiuto per scrittori malinconici e poco efficaci cliniche per fratture cardiache.

I nostri capisaldi

follia spicegirls abitudine nutella dialettica internet musica umberto eco curiosità rispetto beethoven psicologia fun elisa osservazione trash tenacia disordine intuizione trans malinconia autoironia amici msn feticismo tecnologico inglese

Il nostro motto

Ospitiamo

Caustica
Graffiante
Politically Incorrect:

L'angolo di Madame Travelle





Guardiamo

spice girls new video: "headlines"

Contattaci



[si connette direttamente ad Msn Messenger di Spiceboy]

Il nostro passato

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Osserviamo

Acronimo Bizzarro
Aloud Sound
Andrea Campion
Antonino Official
B.
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Contro Verso
Cristallo di Rocca
Fluke
Gattonero
Italian Psycho
Lost in Rome
Maikol
MaybeCri
Nadir
One True Love
Pode
Psiko
Radion
Rickworld
Sakai
Seventh Wave
Spiceflash.com
Tara
TellMeWhy
The Amazing One
The Artist
Un esperto d'arte fiorentino
Un voto gay
Yota

Qualcosa di noi

follia
politics
showbiz
speculazioni
vita passata

Vogliamo

Camminare senza fermarsi, vivere con il cuore. Raccontare, non dimenticare, fotografare gli istanti. Spaziare dalla radice alla punta, nel corpo e nell'anima, in compressione ed espansione. Sentire ed esprimere. Essere autoreferenziali e similari, ma incostanti e diversi. Saper vomitare nel luogo opportuno. Attivare il cervello quando serve, spegnerlo quando è ora di silenzio, mentalizzare la pace. Inseguire una luce, guardare l'ombra, porsi sullo zenith e cantare a squarciagola. Quando anche il nulla si deposita sugli occhi.

Dicono di noi

Giovanna: "sei multifunzionale"
Lorenzo: "sei molto filosofo"
Mamma: "sei pazzo"
Vincenzo: "la psicologia ti ha rovinato"
Dimo: "sei troppo miope"
Maria Teresa: "hai tanto amore che si sente a distanza"
Filomena:"è un piccolo genio"
Michele: "sei stronzo"
Nonna: "tirava calci alle cabine telefoniche"
Xanax: "sei meglio di un trip"
Papà: "quanto mi costi.."
Oculista: "sei daltonico"
Massimo: "sembri uscito da un cartone animato"
Mariasole: "sei troppo svampito"
Gioele: "hai la faccia da delinquente"
Wallace: "sei uno spot contro la banalità"
Lauretta: "sei teneramente acido"
Manuela: "sei un artistoide"
Sara: "sei un tipo buffo tu"
B.: "quanto sei dolce ciccio"
DieLo: "sei snob"
Nicola: "sei presuntuoso"
Fraus: "i tuoi occhi mi hanno ipnotizzato"
Agnese: "quando cammina ballonzola"
Paolo: "devo farti un corso di public relations"
Consulenti: "è un privilegiato"
Katiuska: "hai un bel culetto"
Alessandra: "il tuo non verbale è più esplicito del verbale"
Supreme: "odioso"
Valerio: "hai una doppia personalità interessante"
Silvano: "sei molto più friendly ultimamente"
Absolute: "la delicatezza di uno schiacciasassi"
Geremia: "mi tratti male"

Andrea: "monoespressivo e pluricapelluto"
Marek: "troppo serio"
Cricri: "ammazza quante ne sai"

Adoriamo


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