1999


martedì, 30 novembre 2004
vita passata

E vennero i diciassette. Gennaio, pen-ultimo anno del Novecento. Ero solo come un cane.
Avevo una dannata voglia di conoscere qualcuno, di avere degli amici, di stare con una ragazza. Di essere considerato e di considerarmi un ragazzo normale; di essere accettato dal sistema che mi comprimeva e faceva corto-circuitare le mie emozioni; di essere sistema con gli altri. Ma non ci riuscivo: ero etichettato; e l'esserlo produceva effetti a catena di ri-etichettamento e di ri-adeguamento, erodendo la mia autostima.
Sei un fumatore incallito, ma un giorno smetti di fumare. Non c'è un motivo che spieghi perchè tu abbia scelto quel giorno, quel momento, quella situazione: smetti e basta. Non devi chiedertelo, perchè chiederselo è un deterrente troppo efficace. E gli impulsi muoiono, così come sono nati.
Così mi violentai. Mia madre mi propose di andare a "dare un'occhiata" ad un gruppo di ragazzi gestito in ambito parrocchiale. Il tragitto tra casa mia e la sede delle riunioni del gruppo fu lunghissimo, sebbene di pochi metri. Mi sentivo osservato da tutti, mi sentivo additato da tutti. Del resto, non uscivo mai. Avevo messo su il vestito delle "feste", sentendomi di conseguenza grossolanamente impacciato e goffo. Uno spaventapasseri. Eh sì, quei ragazzi all'incrocio mi guardano male. Forse facevo meglio a stare a casa. Sì a casa. Con il latino e il resto. E il resto cosa?
Il gruppo si chiamava Gi.fra., gioventù francescana. Non sapevo cosa fosse e non mi interessava: volevo solo conoscere nuove persone, finirla di mordermi quella dannata coda. Dannata. E per molto tempo di cosa trattasse la gifra non mi interessò: mi bastava che altri esseri umani mi accogliessero senza chiedermi chi fossi.

Forse perchè sapevo di essere Nessuno....






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trust it, use it, prove it, groove it


lunedì, 29 novembre 2004
showbiz

40N, suono e scendo al Colosseo. Ho appuntamento con Antonio (mi piace chiamarlo così, è il suo vero nome) e altri suoi amici. Sono sfatto e molto stanco, ma mi va di vederlo. Di vedere una persona amica che sappia leggere nei miei occhi.
Ho i capelli arruffati, gli occhi gonfi, la barba incolta di almeno otto giorni: entro nel circuito e mi sento la mosca bianca. C'è Alexandra, un'altra tipa di Amici... Molto simpatica e carina. Lui mi stritola d'affetto, colgo che qui a Roma nonostate lo showbiz che ha intorno (o per questo?) si sente solo. Entro nel locale e percepisco il vortice di risate, voci, occhiate, alcool, movimenti e plasticità attorno a me come se fossero una sola indistinta cosa. Prendiamo da bere e io sorseggio la mia Coca, mentre un tipo viene a baciare Alexandra al collo e insieme si mettono a ballare una musica indefinita; arriva un'altra ondata di amici, tutti D&G e capelli sparati. E io lì con la mia Coca. Sì.
Ondate di un maremoto che ha investito la sua vita, e al quale io sono totalmente estraneo. Forse sono riuscito a mascherare bene il mio disagio, forse no. Loro sono andati a ballare in disco, io non ero in mood. Però ho vomitato lo stesso un paio di acidate gratuite, per il perverso gusto di farlo. E lui a ruota, come i vecchi tempi: non in tutto si cambia, forse...
Questa è la canzone che avevo in mente mentre percorrevo via S. Giovanni in Laterano in direzione casa.

The race is on to get out of the bottom
the top is high so your roots are forgotten
givin as good as long is your getting
what's driving you, it's ambition and betting
[who do you think you are, spice girls]

You have got to reach on up, never lose your soul.


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non è vero, ma ci credo


sabato, 27 novembre 2004

Lungi da me la pubblicità occulta, figuriamoci pubblicità progresso (se intendiamo come progresso la salvezza economica dello Stato, visto che Lottomatica è un ente monopolista). Però oggi ho giocato al lotto e, udite udite, dei numeri che ho sognato.Per la verità ne ho sognati molti di più, ma ne ricordavo tre. Però un terno...? NO. almeno una quaterna, cribbio (sono unto...). Così ho aggiunto il numero dei numeri che giocavo nel sogno (contorto...) e sono andato al tabacchi. Non vincerò, c'è una possibilità su un numero a tanti zeri quante le protesi al silicone della Parietti... Però è bello sperare. E anche buttare 3 euri :P

Blog news... qualcuno mi ha chiesto per quale motivo il sondaggio riguardi la Lecciso, visto che è risaputo che non guardo tv. Beh: qualche giorno fa, in Calafrica, ho messo mano al telecomando... Dio mio. Mi sono ricordato perchè non lo tenga in mano da mesi.
Per chi vuol essere informato, qui info e news sul caso mediatico più inutile e vomitevole del decennio.
Ooops... mica voglio influenzare :)




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You


venerdì, 26 novembre 2004

Un uomo non potrà mai capire un altro uomo, per quanto sia in lui la forza e la volontà di farlo. Quante parole amare dietro un Tu. Quanta rabbia dietro un grappolo di parole amare. Quanta sofferenza dietro un'esplosione di rabbia. Quanto di Noi dietro lo strisciare della sofferenza. E il cerchio si chiude; ma la quadratura è ben lungi dal manifestarsi. Non c'è e non può esserci.
E restano i perchè e i punti interrogativi.

You, you hit my soul
you couldnt make it any deeper inside
you hit my soul and i cried over
bitter words, full of rage and clever ways to find the key
to my weakest side
only one word is left for me to say:
why?
[Bitter Words, Elisa]










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nulla si crea, nulla si distrugge


giovedì, 25 novembre 2004
politics

E' un principio innegabile, prima che dell'economia, del mondo reale: non vi sono eventi che non siano trasformazioni. E' la trasformazione l'evento, in un divenire che è esso stesso cosa. Niente giunge dal vuoto. Niente, dunque neanche il denaro. Non è una pretesa teorica forte, ma un assunto di base condiviso: quel che hai era prima altro; se è in questo luogo, prima era in un altro. E così via. Una condizione di esistenza base, non un principio fisico; ma una norma senza la quale cadrebbe la condizione di realtà.

Ebbene: il Governo ha superato i confini della realtà. Ha abbassato le tasse, più soldi per tutti, più felici tutti, più ricchi tutti. Chiamatela moltiplicazione dei pani e dei pesci (non per niente il Presidente è detto anche Unto-del-Signore), coniglio dal cappello o disperazione politica: è forse tutte e tre le cose, ma nessuna delle tre. Marketing spicciolo direi.
Berlusca non è Bush: in America il disavanzo non esiste; in Italia non c'è modo di scavare in un barile il cui fondo è stato così spesso raschiato da tanti precedenti legislatori. No: qui non c'è la scelta "più servizi" o "meno tasse". Non ci sono soldi in più da distribuire. C'è un dare e un togliere.
Ci regalano 9 miliardi di euro di tagli fiscali? Occhebbello-marcondirondirondello. Dov'è il mago Zurlì? Ma no, è il nuovo miracolo italiano. Perchè: NO. NO. NO. I soldini in più non saranno spesi acquistando prodotti importati dall'estero: NO.
E dove sarebbe il beneficio? 50 euro in più nello stipendio dovrebbero mettere in moto l'economia.
Di chi? Di chi?


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non ho amici


mercoledì, 24 novembre 2004

E' curioso vedere come tutti ti vogliano bene, tanti ti cerchino, pochi ti capiscano e nessuno sia in grado di starti vicino in un momento difficile. E' colpa mia.

I've got nothing to prove.


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orientamento al cliente


domenica, 21 novembre 2004
speculazioni

Operatore: "sono marco."
Spiceboy: "buonasera, potrei parlare con un responsabile?"
Op: "siamo noi i responsabili, dica tutto a me"
SB: "non avete un responsabile?"
Op: "no"
SB: "allora vorrei inoltrare un reclamo"
Op: "di che si tratta?"
SB: "un altro operatore non mi ha trattato in maniera consona, riferendosi a me con fare sarcastico facendomi domande poco pertinenti. Sono incazzato nero!"
Op: "che ci posso fare? non ero io l'operatore..."
SB: "ma lei non è responsabile?"
Op: "sì ma per queste cose deve mandare un fax al..."
SB: "SCUSI mi passa un RESPONSABILE perfavore?!"
Op: "non c'è"
SB: "avrete un coordinatore allora"
Op: "sì ma è di là"
SB: "me lo passi, no?"
Op: "non mi posso alzare da qui. se lo faccio mi manda a quel paese"
"però c'è il numero di fax..."

Esempio di cultura autoriferita. Una organizzazione che preferisce essere mandata a quel paese dai clienti che generare un clima interno possibilmente pericoloso per gli equilibri gerarchici. La norma qui acquisisce un valore fondamentale. Il massimo del rispetto normativo coincide con la condizione di massima desiderabilità, come se la soddisfazione del cliente facesse riferimento ad un valore standard definibile a priori dall'azienda. L'implicito è che l'erogazione debba essere uguale alla fruizione, e quindi standardizzabile esautorando ogni potere concertativo tra il sistema-organizzazione e il sistema-cliente; il cliente diviene qui utente, passivo ricettore dei processi collusivi creatisi nel rapporto-dipendenza costruito nella relazione.

Ah, ma la riscossa dei consumatori arriverà...


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sulla banalità  del male


venerdì, 19 novembre 2004
vita passata

Sono stato sempre un bambino molto tranquillo, timido, posato. Un bambino come tanti, ma particolarmente serioso; a cui piaceva stare con gli amichetti, ma che spesso sapeva di non voler appartenere.
La scuola non è mai stata per me spazio privilegiato di crescita, di sviluppo. Ho sempre preferito immaginare altro, fantasticare realtà, generare situazioni inesistenti ma contingenti, possibili, credibili ma illusorie.
Alle elementari ero sempre malato; si scoprì in seguito che le scosse di bronchiti e bronco-polmoniti erano felicemente causate da umidità malsana in camera. Però stavo bene con alcuni ragazzini, anche se per la mia particolare disposizione caratteriale ero stato etichettato come l'imbranato. E così ero: poco reattivo, mani "di pasta frolla", molto sensibile e non certo il primo della classe. Che invidia le compagne di classe con il quaderno sempre in ordine. La maestra cercava di "spremerci come limoni" e io sembravo non stare sempre così al passo. Sensazione di inadeguatezza. Mi accompagnerà ancora per molto.
Medie: dovevo dimostrare qualcosa. Preso in giro in maniera violenta dai compagni di classe, classico nerd neanche troppo studioso: serio, forse troppo grande per la mia età, forse troppo rigido e poco al passo con il resto del mondo. Sicuramente solo: solo solo. solo. In terza ero diventato quello che loro volevano farmi diventare: un ragazzino devoto allo studio. Li avevo accontentati anche in questo.
Il liceo. I primi anni fiondato sullo studio, come da copione. Lo stupido della comitiva: quello che non riesce a prendere iniziative, che entra durante gli scioperi, che tenta di dire cose intelligenti e invece risulta sempre così grottesco. Sì: schifosamente grottesco, un rifiuto necessario a mantenere gli stabili equilibri interni di un gruppo di bulli&pupe.

Ma a 17 anni mi sono svegliato dal torpore...






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adoro questa donna


giovedì, 18 novembre 2004
politics

Stefania Prestigiacomo, Ministro per le Pari Opportunità del Governo Berlusconi. Una delle poche donne del gabinetto (per chi considera la Moratti "donna"); oggi l'unico Ministro della Repubblica che non abbia le fette di salame sugli occhi in merito di diritti e libertà, nonchè laicità dello Stato.

Una delle sue più eclatanti dichiarazioni fu: "L'Europa è impegnata sulle questioni relative alle discriminazioni anche quelle legate agli omosessuali e ai conviventi; temi che non possono essere estromessi dall'agenda politica dell'Italia. Non esiste che gli omosessuali vadano all'estero. Sono minoranze che vanno tutelate" (Febbraio 2002).
Dio ce ne scampi: poteva l'Italia dire qualcosa di liberale? Giammai. Berlusconi sobbalzò sulla sedia, i centristi sotto shock e i colonnelli di An sul piede di guerra. I pochi liberal di Forza Italia spallucce: era finita l'era di Taradash, ormai la CdL era una Dc più lobbistica e più reazionaria, se possibile.
Fine. Fatta l'abiura, non se ne parlò più. Il ministro delle pari opportunità stia al suo posto e non sia troppo democratico, percarità. Le pari opportunità devono essere pari per chi è pari agli altri.

Oggi notizia a sorpresa: la Presti ha deciso di assumere Dario Mattiello, ex segretario del vicepresidente del Senato, Domenico Fisichella (An), licenziato perchè apparso su Panorama in una foto che lo ritraeva al Gay Village con amici.
Ecco la dichiarazione del ministro: "Non possiamo entrare nel merito di un rapporto di lavoro di tipo fiduciario, ma il caso di Mattiello è stato disgustoso. Ho quindi preso subito contatto con lui, ci siamo incontrati, ha un curriculum eccellente. Da oggi Mattiello collabora con il mio ministero".
Fantastica. Geniale. Un bel colpo per gli amici di Mirko "europa-culattona" Tremaglia e Rocco "martire-per-la-fede" Buttiglione. Strano che la Stefy sia ancora al suo posto.

Anche lei fa parte della famigerata lobby? LICENZIATELA, su!


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satellite alla deriva


mercoledì, 17 novembre 2004

if I were to be alone
silence would rock my tears. [Elisa, Dancing]



Oggi ho pianto per un motivo molto stupido. Sento di non essere apprezzato da una persona con cui lavoro. Ho paura di deludere le sue aspettative e in parte l'ho fatto. Ma in quel che faccio metto sempre in gioco me stesso, non mangio, sto incollato per ore al pc, sacrifico rapporti umani sonno e riserve emotive, non esco di casa e colludo pienamente alle richieste senza proferire verbo. Ci metto l'anima, cerco di dare il massimo: ma non vedo riscontri.
Ciò mi fa sentire inutile. Mi piacerebbe saper dare pugni al muro, correre verso un burrone e saltare nel vuoto sfracellandomi. Fare come se non fossi mai vissuto. why? why? why?






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Paginazione

Chi siamo

Centomila e più. Un parlamento vero e proprio, eletto a suffragio universale, partorito da una costituzione ancestrale. Un governo instabile ed eterogeneo, una maggioranza repressiva, un'opposizione feroce, un garante della democrazia mentale e authority delle emozioni e dei sogni. Sindacati pronti a scendere in piazza per il costo della vita in continuo aumento, associazioni dei consumatori attente agli assalti delle corporazioni non più amiche, gruppi di auto-aiuto per scrittori malinconici e poco efficaci cliniche per fratture cardiache.

I nostri capisaldi

follia spicegirls abitudine nutella dialettica internet musica umberto eco curiosità rispetto beethoven psicologia fun elisa osservazione trash tenacia disordine intuizione trans malinconia autoironia amici msn feticismo tecnologico inglese

Il nostro motto

Ospitiamo

Caustica
Graffiante
Politically Incorrect:

L'angolo di Madame Travelle





Guardiamo

spice girls new video: "headlines"

Contattaci



[si connette direttamente ad Msn Messenger di Spiceboy]

Il nostro passato

oggi
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Osserviamo

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B.
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Contro Verso
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Fluke
Gattonero
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Maikol
MaybeCri
Nadir
One True Love
Pode
Psiko
Radion
Rickworld
Sakai
Seventh Wave
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Tara
TellMeWhy
The Amazing One
The Artist
Un esperto d'arte fiorentino
Un voto gay
Yota

Qualcosa di noi

follia
politics
showbiz
speculazioni
vita passata

Vogliamo

Camminare senza fermarsi, vivere con il cuore. Raccontare, non dimenticare, fotografare gli istanti. Spaziare dalla radice alla punta, nel corpo e nell'anima, in compressione ed espansione. Sentire ed esprimere. Essere autoreferenziali e similari, ma incostanti e diversi. Saper vomitare nel luogo opportuno. Attivare il cervello quando serve, spegnerlo quando è ora di silenzio, mentalizzare la pace. Inseguire una luce, guardare l'ombra, porsi sullo zenith e cantare a squarciagola. Quando anche il nulla si deposita sugli occhi.

Dicono di noi

Giovanna: "sei multifunzionale"
Lorenzo: "sei molto filosofo"
Mamma: "sei pazzo"
Vincenzo: "la psicologia ti ha rovinato"
Dimo: "sei troppo miope"
Maria Teresa: "hai tanto amore che si sente a distanza"
Filomena:"è un piccolo genio"
Michele: "sei stronzo"
Nonna: "tirava calci alle cabine telefoniche"
Xanax: "sei meglio di un trip"
Papà: "quanto mi costi.."
Oculista: "sei daltonico"
Massimo: "sembri uscito da un cartone animato"
Mariasole: "sei troppo svampito"
Gioele: "hai la faccia da delinquente"
Wallace: "sei uno spot contro la banalità"
Lauretta: "sei teneramente acido"
Manuela: "sei un artistoide"
Sara: "sei un tipo buffo tu"
B.: "quanto sei dolce ciccio"
DieLo: "sei snob"
Nicola: "sei presuntuoso"
Fraus: "i tuoi occhi mi hanno ipnotizzato"
Agnese: "quando cammina ballonzola"
Paolo: "devo farti un corso di public relations"
Consulenti: "è un privilegiato"
Katiuska: "hai un bel culetto"
Alessandra: "il tuo non verbale è più esplicito del verbale"
Supreme: "odioso"
Valerio: "hai una doppia personalità interessante"
Silvano: "sei molto più friendly ultimamente"
Absolute: "la delicatezza di uno schiacciasassi"
Geremia: "mi tratti male"

Andrea: "monoespressivo e pluricapelluto"
Marek: "troppo serio"
Cricri: "ammazza quante ne sai"

Adoriamo


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