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Domazionario Special Edition: cuocere o cucinare? lunedì, 29 giugno 2009 Si parla di verbi. "ma cuocere e cucinare non sono lo stesso verbo??" Doma parla un perfetto italiano, però son verbi che neanche gli italiani spesso coniugano correttamente. "ah, ma quindi non si dice 'Mi piace cuocere'??" Mmm. No tesoro. Proviamo con il presente di cuocere! Io Cuoco [...! io tarzan] oppure... Io cucino! Tu Cuoci Lui Cuoce Noi Cuciniamo [ :-) non credo proprio... ] Voi Cuocete Essi Cuocono [vabbè--- :) ] Sempre più difficile: il passato remoto!
Io Cuociai Tu Cuociasti Lui Cuocò Noi Cuociammo Voi Cuociate Essi Cuocianno Se posso spezzare una lancia, il perfetto fino a qualche anno fa neanche io lo sapetti Partorito da TheSpiceboy alle ore: 22:26 | commenti | link |
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domenica, 14 giugno 2009 Il punto è anche che, da quando ho iniziato a relazionarmi con persone differenti da me e dal mio videoregistratore VHS (parliamo del 1999), ho sempre teso - o sempre attirato - verso rapporti di asimmetria attiva, in cui non solo potessi essere riconosciuto come persona gradevole/positiva, ma persino in una sorta di relazione di aiuto in cui le competenze a me richieste fossero: Ad un certo punto, dunque, mi sono poi stancato di essere un counselor poco efficace. Se volessi esserlo - se quello fosse il mio ruolo - dovrei anche avere l'autorevolezza di poter generare un'opinione senza che questa abbia un riscontro meno che minimo e, inoltre, poter lavorare sul piano di sviluppo della persona con il suo consenso, riconoscimento e stima. Contenuti che dovrebbero essere già presenti di base in un'amicizia, che assenti ne fanno perdere il primo punto di riferimento e, di fatto, la base. Su altri livelli, il rapporto di asimmetria è spesso talmente insostenibile che qualsiasi piccolo ribilanciamento verso un equilibrio maggiormente accettabile è affronto, attacco, scarsa sensibilità. Ma qui non c'è niente se non pietra. Right man? Partorito da TheSpiceboy alle ore: 00:48 | commenti | link |
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lunedì, 01 giugno 2009 Ognuno ha la propria definizione di amicizia, come di "bello", di "amore", di "stato", di "rispetto". E' vero, chiaro, è il relativismo per il quale tutti combattiamo. Ma se farlo fosse sbagliato? Inevitabilmente sostenere la soggettività di un aspetto porta ad annaquarne le premesse, i contenuti e gli obiettivi, insomma: una volta che abbiamo detto che una cosa non si può pensare / dire / sostenere (quindi: gridare in faccia a qualcuno), che cosa ce ne facciamo? Dove va a finire quella cosa? Il risultato è che quella cosa va a finire in un pentolone di altre cose, dunque la sua non definizione ne causa la morte. Non avere una chiara idea di ciò che vogliamo, infatti, genera casualità. Tale randomizzazione, lungi dall'essere inutile - su grandi numeri funge da "ridistributore" di risorse - è puramente non strategica: porta, in alcuni casi e periodi della vita e in determinati contesti, ad ottenere un'abbondanza di cose e, inevitabilmente poichè generata da incertezza, in altri momenti meno fortunati o meno facilitati a provarne l'estrema mancanza. Quello che alcuni immaginano "circolare", "ciclico" - o anche lineare ma con ripetizioni storiche - non è altro che l'attribuzione casuale, e non causale, di eventi che, senza una propria logica se non quella probabilistica, si distribuiscono nel corso del tempo e, innescandone altri, producono un flusso apparentemente razionale di artefatti reali. Non posso esimermi dal pensare che il fatto che oggi non possa contare su nessuno, se non sulla mia famiglia e su Doma, che è sempre la mia famiglia, è propriamente generato da: la mia incapacità di definire ciò che mi piacerebbe avere dalle persone che mi stanno accanto; dal raccontarglielo; dal far sentire che per me questo o quello è importante; dal ricevere reciprocamente le altrui aspettative; dal generarne delle azioni. Quello che ho avuto sin oggi - e non posso dire di esserne stato privo - è pura fortuna, se non si voglia usare l'argomento deistico. Partorito da TheSpiceboy alle ore: 00:26 | commenti (2) | link |
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sabato, 30 maggio 2009 ... in questa aria putrida una solitudine molto più strutturale e profonda, forse mai provata in anni di lamentazione e reale angoscia: quella dell'uomo che non è desiderato realmente ed è, invece, piaciuto per le molte qualità di ascolto, interazione, relazione nel brevissimo tempo e filling, nel senso puro di riempire eventualmente e per cortesia. Ma il tempo in cui rincorrevo sogni brillanti e coltivavo rigogliose piantagioni sembra essere ormai morto, così nella polvere sono i desideri e rinsecchita la flora. Molta di essa inoltre era di plastica. Il dolore più grande sta nel capire che non ho impatto sulle persone importanti per me. Non genero riflessione, domanda, dubbio. Niente. E trovo questo molto più umiliante di qualsiasi ferita. Partorito da TheSpiceboy alle ore: 03:26 | commenti (3) | link |
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venerdì, 01 maggio 2009 Nel 2003 ho vissuto per un periodo a bologna. Da aprile a dicembre, circa 8 mesi. Sono stato della madonna, non c'è che dire; ma non è questo il punto. Non importa se nel frattempo mi sono laureato (2 volte) a Roma, ho collezionato ex (8 ufficiali) a Roma, ho lavorato continuativamente (4 società di consulenza, 2 aziende) a Roma, ho vissuto strutturalmente (2 case) a Roma, ho cenato, cantato, ballato, scopato, pranzato, dormito, fatto la spesa, cucinato, uscito con gli amici, passeggiato, ascoltato musica, pianto, speso, subito aggressioni, decollato e atterrato, rischiato incidenti, riso, saltato, fatto karaoke, preso treni, parcheggiato e amato a Roma: NIENTE. Non importa e non lo cambierà mai, perchè i miei parenti calabresi continueranno a chiedermi PER SEMPRE di bologna. "ma adesso sei a bologna vero..? ... No? Ti sei trasferito?" cazzo. a ROMA. sono a ROMA. Partorito da TheSpiceboy alle ore: 16:50 | commenti (5) | link |
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mercoledì, 08 aprile 2009 Avvicinarmi da queste parti mi faceva paura e un po' ancora me ne fa - e non riesco a capirne il perchè. Forse il motivo risiede nei miei ultimi due post: un non-luogo dove ho depositato un milionesimo del mio dolore per i recenti distacchi e dal quale mi sono ben guardato dallo stare vicino negli ultimi tempi, come se l'avessi chiuso in un cassetto per un po'. Poichè mia nonna mi avrebbe incoraggiato a pedalare e Ros si sarebbe limitata a guardarmi con occhio furbo e sentenziare "STICA", rieccomi su questa tavola scarsamente imbandita a raccontarmi con i pochi commensali rimasti. Partorito da TheSpiceboy alle ore: 21:32 | commenti (2) | link |
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martedì, 17 marzo 2009 Mia adoratissima Amica, quello che ho scritto di te quattro anni fa non è cambiato: anzi, nel tempo si è arricchito di nuove cose belle. Il pensiero di queste mi fa solo piangere. E i commenti di allora, letti adesso, disperare. Vai, amica. Ti stringo forte al petto. Partorito da TheSpiceboy alle ore: 23:55 | commenti (2) | link |
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lunedì, 16 marzo 2009 Quella volta che ho visto per la prima volta Romeo e Giulietta sulla poltrona, quella nella tua stanza da letto, e mi sentivo un re, e poi alla fine del film ho pianto. Partorito da TheSpiceboy alle ore: 00:32 | commenti (5) | link |
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mercoledì, 04 marzo 2009 Il Domazionario continua senza sosta: ADORO sempre di più. Loro sono una piccola figlia (filiale) Partorito da TheSpiceboy alle ore: 20:52 | commenti (1) | link |
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domenica, 01 marzo 2009
Io ancora non ho capito una cosa: QUANTO sia stato pagato Daniele Capezzone per essere la prostituta di Silvio Berlusconi. Ancora ricordo le mail che ogni tanto ci scrivevamo: lui radicale ma cresciuto tra i preti, predicava la libertà di scelta, la vitalità civile e la legalità. Adesso è più biforcuto di un Bonaiuti, più viscido di un Letta e più lessicalmente obeso di un Ferrara. Lo shock radicale che avrebbe dovuto risvegliare la società italiana è forse solo un moto sul conto in banca. Invece, eccolo lì: a difendere le ragioni del padrone, come un cagnolino attaccato al palo della villa: http://www.youtube.com/watch?v=hyuJ7ZvikUw&feature=related Tornando al mio incipit, delle due l'una, mio caro Daniele: 1. Il PDL è come dici tu: radicale, liberale, socialista, repubblicano, riformista (?), dunque: perchè non hai detto nulla sul caso di Eluana? E il Decreto? E questa legge finta? Certamente non ho dubbi, ma... QUANTO?
Partorito da TheSpiceboy alle ore: 20:03 | commenti (3) | link |
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Centomila e più. Un parlamento vero e proprio, eletto a suffragio universale, partorito da una costituzione ancestrale. Un governo instabile ed eterogeneo, una maggioranza repressiva, un'opposizione feroce, un garante della democrazia mentale e authority delle emozioni e dei sogni. Sindacati pronti a scendere in piazza per il costo della vita in continuo aumento, associazioni dei consumatori attente agli assalti delle corporazioni non più amiche, gruppi di auto-aiuto per scrittori malinconici e poco efficaci cliniche per fratture cardiache. I nostri capisaldi
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antispiceboy Vogliamo Camminare senza fermarsi, vivere con il cuore. Raccontare, non dimenticare, fotografare gli istanti. Spaziare dalla radice alla punta, nel corpo e nell'anima, in compressione ed espansione. Sentire ed esprimere. Essere autoreferenziali e similari, ma incostanti e diversi. Saper vomitare nel luogo opportuno. Attivare il cervello quando serve, spegnerlo quando è ora di silenzio, mentalizzare la pace. Inseguire una luce, guardare l'ombra, porsi sullo zenith e cantare a squarciagola. Quando anche il nulla si deposita sugli occhi. Dicono di noi
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